11 minuti nello spazio, re Bezos incorona il suo sogno

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11 minuti

11 minuti. Come il periodo di un match NBA, come il film di Jerzy Skolimowski o il libro di Paulo Coelho. 11 minuti, come il tempo di un sogno.

Tanto è durato il volo visionario (o non più tanto ormai) della navicella New Shepard, “ammiraglia” della flotta Blue Origin che portato nello spazio sua maestà Re Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, insieme al fratello Mark e a due, illustrissimi passeggeri: Wally Funk, niente meno che 82 anni (!), una delle prime aviatrici della storia e Joes Daemano, 18 anni, figlio del CEO di Somerset.

Insomma, guardateli: sono i Fantastici4 usciti da un Marvel comics. Stay tuned.

11 minuti nello spazio, la navicella dei record

11 minuti (appena) di volo e Blue Origin ha già infranto tutti i record possibili.

Nonna Funk, infatti, ha 82 anni ed è famosa non solo per essere stata una delle prime aviatrici, ma anche per avere partecipato al programma di addestramento “Mercury 13”, negli anni ’60, per dimostrare che anche le donne potevano partecipare alle missioni spaziali esattamente come gli uomini (la prima donna americano nello Spazio sarebbe stata Sally Ride, nel 1983).

Ma torniamo ai record.

Funk è ora, dunque, la persona più anziana ad avere mai raggiunto lo Spazio, mentre Daemen, appena 18enne, la più giovane. Prima del lancio di oggi, i record erano rispettivamente dell’astronauta statunitense John Glenn, che partecipò alla missione dello Shuttle Discovery STS-95 a 77 anni (morto nel 2016, nel 1962 fu il primo statunitense a entrare in orbita intorno alla Terra), e del cosmonauta Gherman Titov, che nel 1961 raggiunse lo Spazio un mese prima di compiere 26 anni (ed è morto nel 2000).

11 minuti nello spazio, i numeri di New Shepard

New Shepard. Un colosso di 18 metri che, non chiedetemi come, utilizza un solo motore e ospita, sulla sommità, la capsula spaziale in cui stavano il re e la sua corte. Il razzo è a guida autonoma. Non serve un pilota per portare sua maestà nello spazio.

11 minuti

El Paso, Texas occidentale. 20 luglio 2021.

La nuvola di polvere si vede da chilometri. New Shepard si è alzata in volo. Raggiunge 100 metri di altitudine e la capsula si separa dal razzo e rimane nello spazio esterno per qualche minuto. Poi rientra verso la Terra.

11 minuti. Decollo, crociera e discesa. Scende, New Shepard, frenata dai paracadute e dall’accensione dei retrorazzi che, per qualche secondo, cercando di rendere meno traumatico l’impatto con la Terra.

Il tutto solo 11 minuti. Un periodo di un match NBA ne dura 12. E, a guardare le partite, quei 12 minuti sembrano secondi. Chissà che impressione avranno avuto, di questo tempo, i Fantastici4.

11 minuti nello spazio, prove generali del turismo spaziale?

Il punto della questione, in fin dei conti, è tutto qua.

Si prevedono altri lanci? Certamente.

Dopo il volo inaugurale, Blue Origin volerà ancora, con equipaggio, e nel frattempo sperimenterà una campagna marketing senza precedenti che dovrebbe servire a diffondere un’idea, ancora secondo molti, del tutto folle: il turismo spaziale.

Non è, in realtà, la prima volta che se ne parla. Qualcuno, forse, ricorderà, le inziaitive di Roscosmos, l’Agenzia Spaziale russa che aveva messo a punto le Soyuz, sistemi di lanci di singoli civili che erano già state collaudate da astronauti. Insomma, è un sogno che abbiamo da tanto tempo e forse qualcuno lo sta realizzando.

Bezos ha comunque piani più ambiziosi di Branson, come aveva anticipato già a 18 anni, quando diceva di voler mettere in orbita intere colonie per trasformare la Terra in una grande area naturalistica. E, forse, il progetto di Bezos potrebbe salvare, questa nostra preziosa casa che continuiamo a offendere ogni giorno, senza sosta.

Ad ogni modo, tornando ai progetti del Re, si prevede la costruzione di New Glenn, un razzo molto più potente di New Shepard, per portare satelliti in orbita e lo sviluppo di nuovi sistemi per collaborare con la NASA, specialmente nell’ambito delle prossime missioni con astronauti verso la Luna. In questo caso il concorrente di Bezos è un altro miliardario Elon Musk, che con la sua SpaceX lavora da tempo con la NASA e che ha di recente ottenuto un contratto per sperimentare un primo sistema di trasporto verso la Luna.

Allora su, prendete i pop corn che ne vedremo delle belle.

E chissà, perché no, magari un giorno potremo guardare la terra da lassù come Armstrong e ci commuoveremo, tutti, di fronte alla bellezza della nostra casa blu.

11 minuti

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