NOTHING o Se nell’Antica Roma si precorreva whatsapp

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Nothing. Niente. Una parola che ha un preciso significato. Che definisce e apostrofa l’esatto contrario del tutto. Il niente, appunto. 

In ogni campo dell’esistenza, il concetto assume un certo significato. Il contrario di tutti è nessuno. Il contrario di tutti i computer del mondo, è nessun computer. Anche nella comunicazione, si può trasmettere tutto o si può trasmettere nulla. 

O si può cercare di trasmettere informazioni, tentando di nasconderle del tutto. Di far sembrare che non stiamo trasmettendo niente. Nothing.

Certo, far sparire un messaggio è impossibile. Qualsiasi messaggio potrà sempre essere intercettato da qualcuno. 

Ma se tu hai qualcosa di importante da dire, potrebbe essere vitale che nessuno la intercetti. Il problema nasce quando, invece, devi dire una cosa riservata ad una persona che vive ad una certa distanza da te. Questo è un problema che coinvolge le comunicazioni dei giorni nostri, proprio come ha coinvolto le comunicazioni di migliaia di anni fa.

Prendiamo Caio Giulio Cesare. Non certo uomo qualunque. Pontefice massimo, oratore e scrittore latino, senatore, console, triumviro, dittatore a vita. Per certi aspetti, primo imperatore dell’Impero Romano. Insomma, uno degli uomini più influenti della nostra storia. Di tutti i tempi. 

Cesare aveva non poche difficoltà a gestire le sue comunicazioni. Fu proprio grazie al suo ingegno che inventò uno dei primi sistemi di crittografia del mondo. Senza cellulare. Qualcosa come duemila anni fa, o poco più. 

La crittografia è quel sistema che permette di modificare il contenuto di un messaggio per renderlo apparentemente incomprensibile. Anche se con la parola crittografia si sottintende l’azione del rendere nascosto un contenuto, in realtà un messaggio crittografato è un messaggio in chiaro. È possibile infatti leggere il contenuto della comunicazione mediante l’intercettazione, che può avvenire nel passaggio fra mittente e destinatario, tuttavia il contenuto non è comprensibile senza un metodo per poterlo decifrare: la chiave di decriptazione.

Certo, i romani non disponevano di whatsapp e dell’end-to-end. Giulio Cesare, che aveva la difficoltà di dover comunicare con i suoi subordinati che si trovavano a distanza di chilometri, aveva bisogno di affidarsi a qualcuno per trasmettere il messaggio. Un legatus. Un luogotenente. Questi l’avrebbe affidato ad un altro e così di mano in mano fino a coprire distanze enormi. 

Era il sistema delle poste dell’Antica Roma. Il più efficace sistema di comunicazioni mai esistito fino all’età moderna. Capace di coprire distanze inimmaginabili grazie al più efficiente sistema viario dell’antichità: le strade consolari. 

I papiri e le pergamene di Cesare che viaggiavano arrotolate lungo la via Valeria, la via Appia, che dovevano raggiungere Londra sulla via Flavia III o Alessandria d’Egitto lungo la via Claudia, non potevano finire nelle mani sbagliate. 

Allora Giulio Cesare inventò un metodo infallibile, criptava alcuni suoi messaggi utilizzando una chiave di 3. Anziché utilizzare la lettera A, si spostava di tre lettere dell’alfabeto ed utilizzava la lettera C. Anziché utilizzare la lettera D, utilizzava la lettera F. E così via. Per cui, leggendo il testo, il messaggio risultava incomprensibile da chi non era a conoscenza del metodo, mentre era chiaro soltanto a chi era stato informato dell’algoritmo (come lo definiremmo oggi). Della chiave di decriptazione del messaggio. 

Ad un malintenzionato che reperisse la lettera per rubarne le informazioni, un gallo o un britanno o qualcuno che volesse rovesciare la bellissima Cleopatra, quelle pergamene dovevano risultare prive di qualsiasi senso. Come se non stessero trasmettendo alcuna informazione. Niente, quindi. Nothing

E chi conosceva la chiave, doveva soltanto spostare di tre posti le lettere dell’alfabeto, ed ecco chiaro il messaggio sotto i suoi occhi.

Ma perché oggi la crittografia è così importante? Oggi è facile associare la parola crittografia a tutto quel che riguarda il mondo del digitale e dell’informatica, poiché è l’ambito in cui viene maggiormente utilizzata. Risulta necessario utilizzare metodi di crittografia perché la comunicazione digitale è facilmente intercettabile. 

Se intercetto una comunicazione, ed il suo contenuto mi appare difficile da decifrare e capire, vorrà dire che il messaggio avrà mantenuto una segretezza tale da poter garantire uno scambio sicuro di dati sensibili attraverso i sistemi informatici.Quindi possiamo scambiare informazioni riservate da un punto ad un altro del pianeta, senza rischiare di farne trapelare il contenuto.

La crittografia è importante soprattutto nei sistemi di sicurezza. Può essere necessario, ad esempio, effettuare la copia di una banca dati importante, così da conservarne una copia di backup in un luogo diverso dalla sede principale. In questo caso, garantire la sicurezza delle informazioni risulta fondamentale. Quindi è importantissimo che nessun altro possa accedere e consultare le informazioni senza averne l’autorizzazione.

Se ci troviamo in una sede dove utilizziamo dei dati digitali importanti, ed abbiamo l’esigenza di tenerli al sicuro da eventuali incidenti come un incendio, un terremoto, un allagamento o, più semplicemente, un’improvvisa perdita dei dati dai nostri dispositivi elettronici di archiviazione dati (ovvero i nostri server locali), è fondamentale l’invio dei suddetti dati ad un server in remoto che si trovi fisicamente distante da noi. 

Il passaggio dalla nostra sede al server è cruciale e deve essere necessariamente criptato perché è possibile, in maniera molto facile, intercettare e catturare i nostri dati. A questo punto, è possibile che le informazioni vadano utilizzate o divulgate da persone che noi non conosciamo.

L’unico modo per ottenere la sicurezza dei dati nella trasmissione è quello di utilizzare un sistema di crittografia. Ovviamente non andremo ad utilizzare più il metodo di Cesare. 

Questo perché il sistema,oltre ad avere al massimo 20 chiavi disponibili per ogni lettera dell’alfabeto che utilizziamo, è anche troppo conosciuto. E dunque facilmente intercettabile. Infatti, decriptare un messaggio di Giulio Cesare diventa facile qualora riesci a rintracciare,dopo vari tentativi, qual è la chiave utilizzata per criptare quel messaggio (chiave 3 se le lettere sono state spostate di 3 posti, chiave 5 se sono state spostate di 5 posti e così potenzialmente qualsiasi chiave fino a 20).

Adesso i sistemi sono molto più evoluti. La crittografia digitale, nella sua evoluzione, si è divisa addirittura in crittografia simmetrica e crittografia asimmetrica.

Quella che utilizzava Cesare è simmetrica, poiché la chiave di criptazione e quella di decriptazione è unica, e deve essere condivisa tra mittente e destinatario. I moderni sistemi di crittografia permettono di avere due o più chiavi. Alcune permettono di criptare il messaggio ed altre di decriptare il messaggio. Per cui non sarà necessario comunicare la chiave all’interlocutore, ma basterà utilizzare delle chiavi pubbliche e delle chiavi private per mandare il messaggio, ed altre chiavi pubbliche e private per ricevere il messaggio.Così facendo, è possibile mandare e ricevere messaggi in massima sicurezza. 

Così è possibile fingere di non comunicare niente. 

Nothing.