PERCHÉ, SE MARK ZUCKERBERG FACESSE I PORTALI E-GOV​, LI FAREBBE TUTTI UGUALI

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Mark Zuckerberg e i portali e-gov. Quanto sono compatibili? Sono mondi troppo lontani? Per spiegartelo, voglio portarti a conoscere la storia di Lorenzo.

Mark Zuckerberg e i portali e-gov: La storia di Lorenzo

Lorenzo è un ragazzo giovane e brillante ed appena laureato. Da poco è stato assunto in un’azienda molto importante. Già nel suo primo giorno di lavoro ha ricevuto l’incarico di svolgere una statistica molto complessa.

Qualche giorno fa mi chiama e mi chiede: <<Marco mi dai una mano? Ho bisogno di fare una statistica prendendo i dati da alcuni siti di Enti Pubblici Italiani.>>

Decido di aiutarlo. Lui vorrebbe prendere delle informazioni dalla sezione “Amministrazione trasparente” per fare dei report.

L’attività consiste nel collegarsi nei siti di alcuni Comuni e ricercare alcune informazioni, documenti e dati precisi. <<Marco, come mai la sezione “amministrazione trasparente” è così poco fruibile? – mi chiede – Ma non esiste una norma che obbliga i comuni nel rendere facile la navigazione e la ricerca di dati ? Se si, non mi pare che questo venga rispettato ! Ogni comune ha piattaforme diverse per la consultazione dei dati. Questo mi sembra veramente stupido. >>

Lorenzo, a mio avviso ha colpito al centro del problema!!!

La trasparenza nei portali della Pubblica Amministrazione fa schifo, se non si interviene sul dare la stessa esperienza all’utente. Starai pensando <<perché non ti spieghi meglio Marco? >>

Resisti, rilassati e segui il mio ragionamento prima di arrivare ad un giudizio. La nostra legislazione è ricca di norme e regolamenti che obbligano gli enti a rendere la propria piattaforma web facile da utilizzare.

Tuttavia, la disarmonia tra le piattaforme di pubblicazione degli atti e dei documenti è estremamente profonda.

Mark Zuckerberg e i portali e-gov: Albo On-Line e Amministrazione trasparente

Mi riferisco in particolare a queste due aree:
– Albo pretorio ON-LINE;

– Sezione “amministrazione trasparente”.

Lo scopo è quello di dare al cittadino la possibilità di verificare, controllare, monitorare le attività e la gestione interna della Pubblica Amministrazione. Detto ciò, aggiungo, però, che esistono in ITALIA 9.867 enti pubblici e di conseguenza il numero di siti e portali che compongono l’universo della PA italiana sfiora le 10 mila
unità.

Questo è un grave problema, perché le home-page dei portali sono tutte pressoché diverse l’una dall’altra. Aspetta che ti spiego. Certo, è un bene che ogni comune, ogni comunità può esprimere la propria identità realizzando siti che rappresentano la vocazione del proprio territorio.

L’home-page diviene un baluardo della propria unicità, la propria “finestra” sul proprio territorio. Questo però non va assolutamente bene per i portali di E-government, dei servizi al cittadino e della sezione amministrazione trasparente.

I pulsanti di navigazione, i colori diversi l’uno dall’altro portano ad un’esperienza estremamente diversa anche per la stessa medesima operazione, ad esempio in due comuni differenti. Il governo non ha mai pensato di definire, denotando degli standard sulle interfacce, un’INTERFACCIA UNICA E SEMPLICE ​per tutti.

Mark Zuckerberg e i portali e-gov: l’interfaccia “livellatrice” di Facebook

Questo può sembrare banale, ma, se ci rifletti un attimo, capirai che non lo è! Molti non sanno che il Genio di Mark Zuckerberg ha basato il suo successo proprio su una piattaforma standard, uguale per ogni utente, per valorizzare i contenuti; ovviamente – risulta superfluo dirlo – sto parlando di Facebook.

Dunque ribadisco che non mi sto inventando nulla di nuovo. Basterebbe seguire l’esempio del creatore di Zuckerberg, comunità che oggi conta una popolazione maggiore di un gigante demografico come la Cina o l’India.

Quando ha creato il noto social network, il sig. Zuckerberg, ancora povero, prese una delle sue decisioni vincenti. Un’interfaccia unico per tutti i profili.

Re Zuckerberg ha deciso che nessuno può modificare il carattere. Ha messo i pulsanti e le funzionalità delle interfacce uguali per tutti. Ha focalizzato la sua piattaforma sulla stessa esperienza di navigazione.

Oggi è facile trovare un ottantenne che posta messaggi su Facebook, inserisce immagini e ti manda la richiesta di amicizia. Lo stesso è difficile che sappia trovare un documento importante dal sito del suo Comune.

Facebook ha vinto con una semplice politica di sviluppo, rendendo l’usabilità della piattaforma il suo successo. Oggi occorre semplificare l’esperienza di ricerca di dati e informazioni all’interno dei portali delle PA.

Purtroppo si continua a lavorare su altro… GOVERNO ITALIANO SVEGLIATI